Baruffe contadine
nella Valle della Maddalena tra
allevatori di
Santa Anatolia ed il Barone Masciarelli
Testo di Roberto
Tupone
Durante gli anni del dopoguerra circa
1919-20 la fame in quei paesi era molto intensa e non c’era abbastanza
fieno per sfamare il bestiame. I paesani allora, per risolvere questi
problemi, mandavano le mucche (tutte quelle del paese assieme) in
terreni più fertili anche se non di loro proprietà. Il più grande
proprietario, in quei dintorni, era il Barone Masciarelli. Egli
possedeva, da Magliano de’ Marsi fin presso Torano (lungo il corso del
fiume Salto), quasi tutti i terreni più fertili della zona. La sua
fattoria stava a S. Biagio vicino alla valle della Maddalena. Un giorno
le mucche di S. Anatolia, pascolando, giunsero nelle sue terre. Era una
mandria molto numerosa ed il barone, con la scusa che si trovava nelle
sue terre, la portò nelle sue stalle a Magliano.
Quella mandria era la primaria fonte
di sostentamento per il paese: dalle vacche si ricava il latte, dal
latte il formaggio, il burro, la ricotta; senza vacche l’aratro è
inservibile e inoltre la carne dei vitelli e buoi è molto nutriente.
Quando seppero del furto i paesani, molti dei quali erano appena tornati
dalla guerra, si organizzarono: presero bastoni, forconi, ed armi
simili, si misero in sella ad asini e cavalli, e partirono verso S.
Biagio decisi a riprendersi il bestiame.
Rasimuccio era fra i capi di questa
banda: "...Era alto, biondo e aveva un bastone in mano".
A S. Biagio tutti per paura si erano
nascosti. Quando i paesani videro che nelle stalle non c’erano bestie si
misero a cercare il barone gridando minacce: lo cercarono in casa,
persino sotto il letto, nelle stalle, ecc. ma non c’era. Le guardie del
barone, impaurite, dissero subito loro dove si trovavano le vacche e
questo per evitare che si facesse del male a Masciarelli. Tutti i
paesani lasciarono S. Biagio ed andarono verso Magliano de’ Marsi. Lì la
notizia dell’imminente arrivo di quella banda si era già propagata e fra
i maglianesi si sentivano delle urla impaurite come: "... Currate,
arrivano quissi de’ Sant’Anatoglia !!!".
Riprese le bestie, i paesani
tornarono verso il paese fieri di ciò che avevano fatto; a metà strada
però, contandole, si accorsero che mancava un asino e tutti, tranne
alcuni che rimasero di guardia alla mandria, tornarono di nuovo a
Magliano per prendere l’unica bestia rimasta. Tutti insieme per aiutare
uno solo di loro (Fra i tanti che parteciparono a questa scorribanda vi
furono: Rubeis Vincenzo, Spera Pietrantonio, Spera Filippo, etc.).
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