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L’apertura di quell’Emporio
fece epoca nella Marsica, per le trovate cui ricorse il Gentile, a fine
propagandistico. Innanzi tutto assoldò un poeta, Vincenzo Amicucci già
autore della Comuneide, il quale fece gli elogi sperticati del Giuseppe
Gentile, per aver avuto il coraggio di tanta impresa, per poi passare
alla bontà dei prodotti ed alla loro grande copia e varietà.
E così cominciava l’elogio: “Di
Giuseppe fu Eugenio, canterò l’eccelso genio……” Il libretto fece il
giro della Marsica e dai paesi vicini si recavano per acquisti
nell’Emporio Gentile di Magliano. Ma non finisce qui. Per una settimana,
i bravi ”Gamberi Rossi” , la banda del paese, rossi per le smaglianti
divise, ricche di alamari dorati e spalline, deliziò la popolazione, con
belle marce e pezzi d’opera a totale spesa del Gentile. Non vi diciamo
che il paese, per la rara occasione, fu imbandierato ed i festoni di
sempreverdi erano in ogni dove. A memoria d’uomo, fu una settimana di
tripudio popolare.
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