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La storia di “ Livietto”
La storia di Livietto, nato nel 1902,
per i maglianesi coincide con la storia del trasporto pubblico .
Fu lui, Livio Scipioni, insieme al
fratello Noè ad organizzare, nel nostro paese, il primo trasporto
passeggeri con un mezzo a motore.
Era da poco terminato il secondo
conflitto mondiale quando Livietto e Noè acquistarono una piccola
corriera di 25 posti, già usata e, addirittura, datata 1914.
Ben presto tale mezzo, però, si
rivelò non sufficiente alle reali necessità dell’utenza.
Pensarono bene, allora di acquistare
un’altra corriera, una Lancia Tre-Ro, con più posti ma soprattutto
provvista di un capiente bagagliaio, posto sul tetto.
Era lì che le donne e gli uomini, di
ritorno dalle varie fiere del circondario per degli acquisti,
caricavano biciclette, ceste con i polli, agnelli, cassette con la
frutta, masserizie varie e dove di tanto in tanto trovava posto anche
qualche passeggero che, per non cadere, si aggrappava alla scaletta
posta sul retro dell’ automezzo e usata dal fattorino per depositare i
bagagli.
Un ex fattorino, Renato “Paghera”,
che svolgeva anche le mansioni di bigliettaio, ricordava qualche anno fa
che, in periodi particolarmente affollati, era costretto a far salti
mortali per ottenere il pagamento del viaggio dai passeggeri e molto
spesso era costretto anche lui, poverino, non trovando posto in
corriera, ad aggrapparsi alla scaletta posteriore, fino alla nuova
fermata, nonostante la pioggia e la neve. Nei migliori casi riusciva a
riservarsi un posto in piedi nel vano motore ubicato nello stesso
abitacolo dove sedevano i passeggeri.
I disagi per i nostri due “pionieri
“del trasporto pubblico erano particolarmente gravi quando si
presentavano dei guasti ai mezzi, causati soprattutto dalle strade
dissestate ed ancora bianche che giornalmente percorrevano. Era quasi
impossibile, nel dopoguerra, avere dei pezzi di ricambio o acquistare
delle gomme nuove. Per queste ultime si ricorreva ai famosi “masciò”,
ovverosia pezzi di un altro copertone che venivano bullonati sulla gomma
da riparare.
Più tardi furono acquistate altre
due vetture, un Taurus OM ed un Fiat 680, ancora più grandi e più
moderne. E’ proprio con il Fiat 680 che la ditta Scipioni poteva
organizzare, finalmente, pellegrinaggi a Santuari e Basiliche famose:
Santa Rita , Padre Pio, il Vaticano, Assisi.
La Ditta Scipioni, contestualmente al
servizio di trasporto passeggeri, durante tutta la sua attività, ha
effettuato anche il servizio postale. La gente aspettava con ansia ed a
volte con trepidazione il passaggio di questa corriera che portava loro
corrispondenza con notizie di propri cari, di conoscenti, nonché pacchi
vari.
Quest’ultimo servizio ricordava a
Livietto quando durante la seconda guerra mondiale, fra mille pericoli
ed a volte nel mezzo di qualche bombardamento aereo, percorreva, con la
sua vecchia bicicletta, una “torpado”, la bianca strada che collegava
Magliano alla Stazione ferroviaria di Cappelle, dove prelevava la
corrispondenza che consegnava poi all’ufficio postale.
Quanto sopra a memoria dei nostri
concittadini, Livietto e Noè Scipioni, che hanno offerto le loro
capacità di piccoli imprenditori a favore e per il bene della comunità
di Magliano e dei paesi limitrofi, contribuendo al loro progresso
sociale e civile.
Dalla Testimonianza di Giovanni
Scipioni raccolta da Marco Di Girolamo.
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