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IL FONDATORE


 

Chi era Padre Francesco Lolli?

a cura di Virginio Scafati

Egli venne a Magliano de' Marsi la prima volta nel 1946, vi ritornò, poi, nel 1966 e vi restò fino alla morte a servizio della Comunità.
Padre Francesco Lolli, dei Frati Minori, fu annunciatore instancabile del Cristo, Padre spirituale, educatore, amico. Diverse generazioni si giovani sono cresciute passando per il Convento di San Domenico di Magliano.
Aveva tanti modi per avvicinare i giovani ed i meno giovani; per tutti una parola, una battuta, un sorriso, una visita. Fu un uomo di profonda cultura e docenti di Filosofia e Teologia. La sua passione per la letteratura e per i buoni libri lo portò a dar vita con tanto amore ed innumerevoli sacrifici ad una biblioteca fornitissima e completa per la l'utilità di tutta la Comunità Maglianese e non solo. Quanti viaggi a Roma. In treno, in autobus e poi di corsa alle librerie ed alle bancarelle per poi tornare stracarico di volumi, aiutato dall'amico di turno, al Suo Convento alla Sua biblioteca. La fantascienza lo affascinava, ma i classici non erano da meno.
Oggi purtroppo quel patrimonio tanto sudato non è più a Magliano, ma a Celano dove volontà estranee ai maglianesi hanno deciso di trasferirlo.
Ma la Passione vera di Padre Francesco, tra i tanti suoi interessi, fu e rimase sempre la musica. Il destino volle che Lui, così innamorato del pentagramma e della lettura, venisse progressivamente privato della vista, eppure, tenacemente e fino agli ultimi giorni della sua vita, non cessò mai di poggiare le sue dita sulla tastiera dell'Harmonium. Tanto amava Magliano ed i suoi figli che non volle più lasciarli. Con tanto anticipo, infatti, all'insaputa dei più, aveva acquistato il suo posto nel cimitero di Magliano là, a San Martino, dove un tempo sorgeva l'antico monastero dei frati Domenicani.
Sulla sua tomba, quasi ai piedi del Cappellone, non manca mai un fiore, un rosario, una sigaretta, una di quelle caramelle che Lui era solito distribuire ai tanti bambini che incontrava per strada o che gironzolavano intorno al convento. Non era difficile vederlo sfrecciare a tutta velocità con la sua inseparabile bicicletta per le vie cittadine, frenare bruscamente all'improvviso, ficcarsi le mani nelle capienti tasche del suo saio e largire ai bimbi, avvistati sul marciapiede, manciate di piccole caramelle.
Altrettanto non era difficile incontrarlo, specialmente il lunedì davanti al Remo il giornalaio, tutto intento a discutere da sportivo e tifoso di calcio ed in particolare della sua Roma. Ma accanto a questi aspetti egli sapeva coltivare una profonda spiritualità, totalmente intrisa dell'amore filiale alla Madonna.
Ottimo suonatore di Organo, compositore, voce e Maestro di coro, racchiudeva in se una sensibilità ed una capacità di aggregare e comunicare davvero unica.
Fin dal 1946 cominciò a mettere insieme voci per un coro. Nel 1948 già il coro andava in trasferta. Nel 1956 si cominciava a mietere i primi successi nelle gare tra cori polifonici.
Per un breve periodo Padre Francesco fu mandato a servire altre Comunità, ma tornato nel 1966 riprese il lavoro con i l coro, i suoi allievi avevano continuato ad esercitarsi come Schola Cantorum di San Domenico, e da allora senza più interruzione, instancabilmente ha curato e tenuto vico attraverso più generazioni il Coro di San Domenico.
Dal grande Oratorio per coro ed Orchestra del Vittadini (Le tre ore di agonia) alle Pontificalis di Perosi, dalle musiche di Bonfitto e di Zardini fino ai più moderni autori sacri, passando per il gregoriano, il coro si è sempre alimentato della sua instancabile attività.
Quante Prove con il piccolo e vecchio Harmonium, quante esecuzione col più moderno e potente Organo elettronico. Sapeva aggiornarsi ed innovar con metodo e costanza.
Dai giovani agli anziani di Magliano, dai bambini fino ai famosi cantanti lirici nazionali, tutti hanno trovato in Padre Francesco un Maestro ed un amico,
mai dimentico di essere figlio del Poverello di Assisi, messaggero e testimone del Vangelo del Cristo. Alla Santa Vergine celeste indirizzò forse le sue più belle composizioni, sono musiche e parole che aprono il cuore al dialogo con la Mamma divina e introducono al misticismo della preghiera.
Non c'è stato un solo maglianese che sia mancato ad accompagnarlo nella sua ultima passeggiata verso San Martino. Noi, che con lui siamo cresciuti e da lui tanto abbiamo appreso, sentiamo ancora molto forte la sua mancanza e, proprio per tenerlo sempre vivo nel ricordo e per continuare un pezzetto della sua opera, abbiamo voluto dar vita a questo coro polifonico che, in Suo onore, abbiamo voluto chiamare Corale Padre Francesco Lolli nella certezza che egli dal Paradiso ci diriga ancora e ci assista nel cammino della vita.

 

 

 

 

 

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