VITTORIO MARCELLI

 CAMPIONE DEL MONDO DI CICLISMO SU STRADA

ANNO 1968

                   

 

LA VITTORIA

 

Raccontata da Sergio Neri dalle pagine del Corriere dello Sport dell’ 11 Novembre 1968 

 

 

 “Splende il sole, ma sulla linea del traguardo scricchiolano le giunture metalliche della tribuna. Il vento spira in direzione contraria alla marcia dei corridori in arrivo. Il percorso misura venti chilometri e i corridori dovranno ripetere il circuito dieci volte per un totale di 200 chilometri.”

Il vento incalza: le acque limacciose del Rio de la Plata testimoniano la burrasca . Quattro sono gli uomini in testa: Marcelli rappresenta la squadra italiana…. i quattro giungono insieme sul traguardo. Marcelli parte di lontano, la volata appare subito sua , Venti metri dividono ormai l’azzurro dai rivali, il tempo per alzare le braccia al cielo e celebrare nel vento il titolo di campione del mondo.”

(Sergio Neri - Corriere dello Sport).

 

 

IL RITORNO  A MAGLIANO

 

Raccontato dal Prof Giuseppe di Girolamo nel suo libro “Magliano e la sua Storia: dalle origini ai nostri giorni ” in attesa di pubblicazione.

 

“ …………La mattina del 13 novembre i suoi familiari assieme ad un folto gruppo di tifosi maglianesi erano ad attenderlo sulla pista dell’aeroporto di Fiumicino. La sua apparizione sulla scaletta dell’aereo, alle ore 11,20, fu salutata da uno scroscio di grida di giubilo. Disceso sulla pista numerosi gli abbracci, le strette di mani, un autentico trionfo  finale sulle spalle  dei tifosi più accesi. “ Il biondo atleta di Magliano ha cercato a lungo di trattenere la commozione: poi tra le braccia del padre i suoi occhi celesti si sono riempiti di lacrime” (L. Magnoni)

L’arrivo del campione a Magliano era previsto per le ore 16, ma si era sicuri che la tabella di marcia avrebbe subito ritardi, per improvvisate manifestazioni che avrebbero potuto aver luogo durante il rientro nel territorio marsicano. Una grande folla intanto si era riunita nella piazza paludata di bandiere tricolori, di striscioni, che inneggiavano alla vittoria. L’amministrazione comunale al completo senza distinzione di maggioranza e minoranza era lì con la bandiera tricolore in attesa, mentre la banda su di un apposito palco accennava le prime note. Una colonna di macchine partita da Magliano era andata ad attendere il campione a Carsoli, per scortarlo poi nel rientro a Magliano. Qui intanto alle ore 16,30 giunse una Giulia targata Ravenna con a bordo il comm. Celso Minardi accompagnato da alcuni dirigenti della Società di cui faceva parte Marcelli. La folla intanto andava sempre più aumentando, fino a diventare calca quando poco prima delle diciotto la lunga teoria di macchine con in testa la spider di Marcelli giunse sulla piazza . Il campione era in piedi, indossava la maglia iridata, portava al collo le tre medaglie , una d’oro, due di bronzo conquistate al Messico e a Montevideo e innalzava al cielo una magnifica coppa d’argento. Il delirio popolare raggiunse il massimo quando il campione, innalzato su la folla dalle braccia di giovani entusiasti, fu quasi portato a volo sul palco innalzato dinnanzi al Palazzo Comunale. Qui il Sindaco del Comune nell’affiggere al petto del Marcelli la medaglia d’oro dell’Amministrazione Comunale rivolse allo stesso parole di lode ma anche di  ringraziamento per aver regalato al suo paese natio una grande gioia. Fra l’altro disse: “ Anche i nostri emigrati che vivono nelle lontane Americhe hanno pianto di commozione quando hanno appreso che un loro connazionale vinceva nella loro terra di adozione. Immaginate poi l’orgoglio dei nostri compaesani , dei Maglianesi ! Hanno risentito l’odore aspro della loro terra, nelle membra erculee dell’atleta hanno rivisto le rocce possenti del loro Velino e, forse, in loro è divenuta più accorata la nostalgia per la Patria lontana.” .

Si calcola che in quell’occasione gremirono la piazza e le adiacenze più di diecimila, persone.. Mai una folla simile si era avuta a Magliano.