Il Coro Polifonico nasce a Magliano
de' Marsi nel 1948 ad opera di un frate francescano da poco venuto al
Convento di San Domenico: Padre Francesco Lolli.
La sua intraprendenza, in quegli anni duri del dopoguerra, aggrega un
gruppo di giovani con i quali instaura un rapporto di amicizia fraterna
che durerà per tutta la loro vita.
Si tratta di giovani contadini, operai, studenti,giovani Sacerdoti, tutti
amanti della musica, anche se non tutti capaci di leggere il pentagramma.
Le voci sono meravigliose, la voglia di imparare è grande, Padre Francesco
ha una capacità di comunicare davvero grande.
In poco tempo quel gruppetto di giovani acquista la padronanza del mezzo
espressivo, impara brani musicali propri del folklore abruzzese, brani
di musica sacra, brani di opere liriche ed operette.
Si trasforma in un vero e proprio coro che unisce al canto anche la recitazione
si da mettere in scena diverse operette financo ad una particolare rappresentazione
del Rigolettodi Giuseppe Verdi.
Il coro viene richiesto in altri Comuni abruzzesi e conquista più premi
in concorsi per Cori Polifonici.
Particolare cura il coro la dedica alla liturgia sacra: dal grande
Oratorio
per Coro e Orchestra del Vittadini alle diverse Messe Pontificalis
di Lorenzo Perosi passando per il più tradizionale canto Gregoriano.
GLI ANNI '80
Per alcuni anni Padre Francesco Lolli viene mandato a servire altra Comunità, ma l'attività del Coro non
cessa: si trasforma in una vera e propria Schola Cantorum alla
cui cura,nelle more dell'assenza di Padre Francesco, provvede il Prof.
Giuseppe Di Girolamo (uno dei primi allievi del frate) che sarà poi Sindaco
di Magliano de' Marsi.
Il Coro intanto porta avanti anche una delle più antiche tradizioni maglianesi:
Il pio esercizio della Desolata un'opera di autori maglianesi
che rappresenta il dolore della Madonna nello assistere alla Passione
del Suo diletto figlio Gesù. Si tratta di una preghiera struggente che
richiama la sera del venerdì santo una folla incredibile di fedeli anche
da altri Centri d'Abruzzo.
Con il ritorno di P. Francesco il Coro riprende nuova lena, ma circoscrive
la sua attività alle attività più prettamente di animazione liturgica
lasciando la parte folkloristica.
Con la morte di Padre Francesco vi è stato un
periodo di smarrimento
di alcuni anni si rischiava
di interrompere una tradizione bella ed edificante; ecco allora che qualche giovane di allora e tanti altri giovani succedutesi negli anni
nelle file del coro, hanno ritenuto di raccoglierne il testimone e continuarne
la tradizione sperando di esserne degni.
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